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Sestieri di San Polo e Santa CroceUgo Fasolo
Salizada San Pantalon, 102
NOI CAMMINIAMO VERSO UN ASSOLUTO
CHE NON HA INTRICHI DI ARRIVI
E DI PARTENZE CI ATTRAE L’AVVIO
NEL CERCHIO DELLA QUIETE IN CIELI
DOVE S’INALBA LA LUCE
NOI CAMMINIAMO ATTRATTI DALLA LUCE
UGO FASOLO
POETA CHE IN QUESTA CASA VISSE
1905-1980
Nasce a Belluno e si trasferisce a Firenze dove completa gli studi classici e si Laurea in Scienze Naturali, specializzandosi in Ingegneria Ottica. Dal 1944 si trasferisce a Venezia. Affianca al suo lavoro un’intensa attività letteraria iniziata intorno agli anni ’30. con la rivista Frontespizio.
Gaspare Gozzi
Calle Gaspare Gozzi, 2939
DOMUM
QUAE GASPAREM GOZZIUM V.C.
VAGIENTEM EXCEPIT
HOSPES
SALVERE JUBETO
(saluta, ospite, la casa che accolse il visconte Gaspare Gozzi nella sua prima infanzia).
Studia legge e matematica, coltivando per proprio conto lo studio delle lettere. Dal 1760 al 1762 si occupò anche di giornalismo. Scrisse su vari periodici ma fu soprattutto sulle pagine della Gazzetta Veneta, il giornale da lui fondato, che ebbe modo di manifestare le sue doti di prosatore lucido ed ironico, attento agli eventi più sapidi della vita quotidiana di Venezia.
Carlo Goldoni
Facciata Palazzo Centani (da Ponte San Tomà)
Calle dei Nomboli, 2793
IN QUESTA CASA
IL 25 FEBBRAIO 1707
NACQUE CARLO GOLDONI
Nel 1721 si unì alla compagnia di comici diretta a Chioggia. Conosciuto l’impresario teatrale Giuseppe Imer, compì il suo apprendistato, lavorando al teatro San Samuele di Venezia.
Tra il 1748 3 il ’53 lavorò al teatro Sant’Angelo di Venezia. La sua concezione del teatro presupponeva la necessità di restituire dignità letteraria al teatro comico, prevalentemente basato sull’improvvisazione e sul ricorso alle maschere, e la conseguente proposta di una maggior adesione alla realtà sociale, sorretta dall’adozione di un linguaggio vivo ed immediato che egli vedeva peculiare nel dialetto veneziano.
Pompeo Momenti
Calle del Traghetto, 2810
POMPEO MOLMENTI
STORICO INSIGNE
ILLUSTO’ VENEZIA NELLA VITA PRIVATA
LA CELEBRO’ NELLE GLORIE
LA DIFESE NELLA BELLEZZA ANTICA IN OGNI OPERA
L’ARTE GLI FU SPIRITO
E FIAMMA L’AMORE PER LA CITTA’ NATALE
Si laureò in diritto ma si dedicò, dopo un breve esercizio della professione forense, al giornalismo. Fu professore di Lettere al Liceo Foscarini di Venezia e successivamente insegnò all’Accademia delle Belle Arti. Nominato senatore nel 1919, fu il primo sottosegretario alle Belle Arti.
La sua opera fondamentale è La storia di Venezia nella vita privata, dalle origini alla caduta della Repubblica.
Adriano di Rodolfo Balbi
Campo San Polo, 2172
AD ADORARE LA MEMORIA
DI ADRIANO DI RODOLFO BALBI
PATRIZIO VENETO
GEOGRAFO E STATISTA
ILLUSTRE
NATO NEL 1782
MORTO IN QUESTA CASA NEL 13 MARZO 1848
Diciannovenne, insegnava matematica e geografia al Collegio di San Vito al Tagliamento. Dopo pochi anni si trasferì al Collegio di San Michele a Murano.
Visse in Portogallo e a Parigi. Tornò a Venezia nel 1845. Nel 1847 presiedette la sezione di Geografia ed Archeologia del 9° Congresso degli scienziati. In quella occasione fu redatta una monumentale Guida di Venezia, che offriva “la descrizione di quanto in essa vi ha di più importante e curioso sapere”.
Aldo Pio Manuzio
Rio Terà Secondo, 2310
IN QUESTA CASA
CHE FU D’ALDO PIO MANUZIO
L’ACCADEMIA ALDINA S’ACCOLSE
E DI QUI TORNO’ A SPLENDERE
A POPOLI CIVILI
LA LUCE DELLE LETTERE GRECHE
Sulla stessa facciata, al n° 2311 è apposta la seguente lapide:
MANUZIA GENS ERUDITORUM NEM IGNOTA
HOC LOCI ARTE TIPOGRAPHICA EXCELLUIT
(qui aveva sede l’Accademia Aldina, costruita a Venezia tra il 1494 e il 1515 attorno al famoso umanista e stampatore Aldo Manuzio).
Daniele Manin
Ramo Astori, 2313
NEL XIII MAGGIO MDCCCIV
QUI NACQUE
DANIELE MANIN
Fioravante Seibezzi
Salizada del Fontego dei Turchi, 1670
IN QUESTA CASA
LUNGAMENTE VISSE
FIORAVANTE SEIBEZZI
1906-1974
GENIALE E DELICATO PITTORE VENEZIANO
CHE NELLE MAGICHE TRASPARENZE DELLE SUE TELE
RACCHIUSE
LE AMPIE DISTESE AZZURRE
E LE IRIDISCENTI ACQUE LAGUNARI
CHE IL SUO CUORE FANCIULLO
PERENNEMENTE SOGNAVA
Comincia a lavorare come muratore assieme al padre, all’età di dieci anni. A dodici fa lo spazzacamino e il manovale a Milano. Coltiva l’interesse per l’arte visitando musei e chiese. Torna a Venezia e lavora come stuccatore. Nel 1920 entra nello studio del pittore Ponga. Nel 1926 Cesare Laurenti scopre il suo talento e lo farà esporre alla Biennale. Nello stesso anno tiene a Ca’ Pesaro la sua prima mostra personale.
Marin Sanudo
Fondamenta del Megio, 1758
MARINI LEONARDI F SANUTI VIRI PATER
RERUM VENET ITAL ORBIS Q UNIVERSI
FIDE SOLERTIA COPIA SCRIPTORIS
AETATIS SUAE PRAESTANTISSIMI
DOMUM QUA VIXIT OBIIT Q PR N APR MDXXXVI
CTEMPLARE VIATOR
(volgi lo sguardo, viandante, alla casa in cui visse e morì, il 4 aprile 1536, l’illustre Marin Sanudo, figlio di Leonardo, scrittore di cose venete, italiche e di tutto il mondo, tra i più ragguardevoli del suo tempo per onestà, ingegnosità, vastità di dottrina). L’epigrafe è posta tra le finestre del mezzanino, dove si pensa che Snudo tenesse il suo studio e la biblioteca.
Fece parte dei Signori di Notte, nel sestiere di Santa Croce. Era un collegio di sei membri, ognuno in rappresentanza di un sestiere di Venezia. Il loro compito era di vigliare al fine di preservare la città dagli incendi e dai malfattori…
Vittorio Salmini
Campo de le Becarie, 370
IN QUESTA CASA ABITO’
VITTORIO SALMINI
POETA LIRICO E DRAMMATICO
CITTADINO INSIGNE