Teatri veneziani nel Settecento

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 Teatri veneziani nel Settecento

Posizione: Appartamenti \ Itinerari turistici di Venezia

Il Settecento

La situazione economica e politica veneziana nel corso del settecento notevolmente diversa dai secoli precedenti.
Siamo dinnanzi a un noteole condizionamento dei traffici mercantili e una stagnante situazione economica che porta a dura prova le antiche famiglie patrizie. Siamo di fronte a una Venezia che si alimenta di nostalgia per il proprio glorioso passato. Il tutto si riflette ovviamente nella sfera artistica e culturale con profondi mutamenti di vita sociale.
Nei primi decenni del settecento vengono chiusi i teatri dei SS.Gio e Paolo e di S.Fantino.
Vengono costruiti solamente due teatri nel corso di questo secolo: quello di S.Benedetto (1755) ancora per iniziativa dei nobili Grimani, e molto pi tardi quello della Fenice (1792) per opera di una societ.
E un periodo in cui si assiste a differenti conduzioni dei teatri. Quella diretta, da parte dei proprietari, che fu elemento trainante del 500 e del XVII secolo tende a scomparire, mentre il sistema impresariale diviene il pi diffuso. Il teatro lentamente lascia spazio alla nuova borghesia e le antiche famiglie patrizie veneziane sono via via messe in ombra dalle pi moderne attivit di societ.
Nonostante tutto, lattivit teatrale si fa intensa.
Il sorgere dellopera buffa (accanto allopera e la commedia) e degli intermezzi comici, che sostituiscono i balli, nellopera seria e nella commedia, portano un incremento sensibile allattivit consentendo una maggiore variazione del repertorio. Ma anche ad una maggiore specializzazione dei singoli teatri.
E risaputo che nel corso del 700 si assiste ad un deterioramento del costume teatrale. Il melodramma diventa noioso e con ariette che per lo pi sembrano avere lunica funzione di esibire le doti vocali dei cantanti. E interessante a tal proposito la scrittura satirica di Benedetto Marcello (scritto nel 1720) che propone una fotografia dellepoca.  E un secolo in cui i cantanti occupano un ruolo molto spesso primario mentre ai librettisti e poeti spetta un ruolo secondario
Si assiste cos innanzi tutto allo spettacolo musicale, il canto a prendere il sopravvento e proprio questo porter a nuovi equilibri tra le varie parti dello spettacolo.
Un altro aspetto importante la ripresa e la trasformazione del teatro comico. Si assiste alla conclusione del ciclo della commedia dellarte ma proprio da questa nuova fase si arriver al Goldoni, Pietro Chiari e Carlo Gozzi.
Se si assiste ancora alla preferenza del pubblico per lo spettacolo musicale, molti teatri continuano a proporre anche la commedia e il dramma musicale.
In questo periodo si assiste ad interventi delle varie magistrature, come ad esempio i Provveditori alle Pompe che, dal 1711, emanano ordinanze severe al fine di evitare lo spreco e il lusso che si vedono nei teatri. Ci si preoccupa del decoro e cos gli Inquisitori di Stato fanno pervenire agli impresari e direttori di teatro regole di comportamento abbastanza rigide. Il Consiglio dei X intervenne (al fine di evitare le morosit dei palchi) con un decreto e impose ad ogni impresario il versamento di somme in deposito da versare prima di ogni stagione dopera e si spinse oltre, limitando a proprio controllo il sorgere di nuovi teatri, sia nella Laguna sia nella vicina Terra Ferma.
In realt poi venivano date concessioni, soprattutto nel caso degli spettacoli della Sensa.

I Teatri Minori
Nel 700 sorsero pi che altro per motivi di prestigio, per soddisfare ambizioni personali. Rispetto al 600 si nota unevidente flessione, pi per prudenza ch per passione.

AI Carmini
Nella contrada di S.Margherita, in Campo dei Carmini, in una casa sera aperto un galante teatrino dove venivano rappresentate opere musicali. Il maggiore successo fu la rappresentazione del dramma pastorale La Dori con cui il teatro di S.Margherita apr la stagione autunnale del 1729. La casa era di propriet della contessa Guoro, limpresario era F.Brugnolo.

Teatro Labia
Nella contrada di S.Girolamo, a Cannaregio, labate A.Labia ebbe la graziosa fantasia di far costruire un teatro in legno che riproduceva in miniatura il S.Gio.Grisostomo. Le rappresentazioni iniziarono nel 1746 con Il Cajetto e Lo starnuto dErcole, in una cornice strettamente privata. Il teatrino, non a pagamento, e scherzosamente chiamato famosissimo
diede spettacoli ancora spettacoli nel 47 e poi nel 48.

A Murano
Nel carnevale del 1753 si recitarono delle commedie in un teatrino con due ordini di palchi, eretto in un magazzino. Si present, nellaprile del 1761, il dramma giocoso La buona figliuola del Goldoni e poi La buona figliuola maritata dello stesso autore.

Teatro Balbi
A Mestre, nei pressi di piazza Barche, poco distante dal Canal Salso. Di propriet della famiglia Balbi e frequentato dalla nobilt veneziana ai tempi della villeggiatura.
Nel 1777 i fratelli Balbi chiesero al Consiglio dei X lautorizzazione a costruire un teatro, e il Consiglio accolse listanza. 
Lattivit di questo teatro si esaur nel giro di un ventennio (1778-1798) con varie fortune e molta discontinuit. Lultimo spettacolo fu il dramma giocoso La caccia di Arrigo IV nel 1798. 
I Balbi lo fecero demolire nel 1811 e ledificio fu ridotto a case daffitto.

Teatro Pepoli
Il conte A.Pepoli fece costruire nella sua casa a S.Vidal un teatrino e dal 93 al 95 furono rappresentati alcuni drammi per musica tra cui il Tancredi scritto e interpretato dallo stesso Pepoli.

Ma in questo teatrino privato erano gi state rappresentate tragedie e commedie gi dal 1781. Di questo teatrino, rinomato per la sua eleganza, si servirono soprattutto i soci dellAccademia dei Rinnovati