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I giardini ottocenteschiNellOttocento i giardini erano detti formali, ossia mantenevano invariato lo schema geometrico dellimpianto originario. Accanto allo schema tradizionale si svilupparono numerosi spazi informali che si ispiravano al settecentesco giardino allinglese (detto paesaggistico) uno spazio apparentemente selvaggio, nel senso che le piante venivano lasciate libere nella loro forma naturale. Era uno spazio articolato, sentieri sinuosi, numerosi elementi architettonici ed un largo impiego dellacqua in laghetti artificiali o corrente e canterina in vivaci ruscelli. Svaniva lutilizzo della simmetria geometrica e le linee rette che venivano sostituite da forme irregolari e morbide imitando la natura. Il carattere esotico e avventuriero, tipico della corrente romantica dellottocento venne riprodotto soprattutto da Jappelli il quale cre paesaggi ed atmosfere che evocavano il fantastico e lesotico. La situazione in Laguna era differente dalla terraferma, dove ci si poteva allargare intorno alla Villa o al palazzo fino a confondersi col paesaggio. Fra le rive e le calli veneziane si era costretti a forme strette e allungate, dei corridoi di verde nascosti fra le mura di nobili palazzi.
Inoltre, la carenza di correnti e corsi dacqua dolce costrinse a impiegare in modo limitato il concetto romantico del giardino dellottocento; solo a fine ottocento, con il primo acquedotto, le cose mutarono direzione.
Nel 1810, sulla scia di una rinnovata passione per la botanica, venne costruito il primo Orto botanico nei pressi di San Giobbe a Canareggio. Accanto allinteresse per la flora spontanea si svilupp la passione per le collezioni di piante.
IL GIARDINO PAPADOPOLI
Furono progettati dallo scenografo Bagnara fino ai primi decenni del Novecento e rappresentavano per antonomasia lispirazione romantica a Venezia. Lattuale giardino Papadopoli (un tempo arrivava sino a P.le Roma) si estende tra Canal Grande, il Rio Nuovo, il Rio della Croce e il giardino dellHotel Sofitel realizzato nel 1970 dal Porcinai.
Negli anni trenta si decise di collegare Venezia alla terraferma con un viadotto per gli autoveicoli che affiancava quello gi esistente ferroviario. Si apr cos il Rio Novo per creare un collegamento veloce con il centro della citt. Venne sacrificato parte del giardino Papadopoli. Ci si trova dinnanzi a una delle aree pi antiche di Venezia in cui gi dal VIII secolo sorgeva un complesso monastico dedicato alla Santa Croce cui dava nome allintero sestiere.
IL GIARDINO SAVORGNAN
Si trova a Canareggio-Fondamenta Venier al Ponte delle Guglie a pochi metri dalla Stazione Ferroviaria. Qui possibile ripercorrere le antiche trasformazioni e leggere levoluzione del gusto del giardino dal VII secolo ai giorni nostri.
Uno spazio aperto al pubblico.
GIARDINO DELLA FONDAZIONE GROGGIA
Sorge dove nel Quattrocento cera lunica dimora patrizia dellinsula, ossia il Palazzo Don. Si trova a Canareggio-Fondamenta dei Riformati 3150 e si giunge attraverso la Linea 41, 42, 51, 52 con fermata a S.Alvise.
IL GIARDINO RIZZO PATAROL
Si trova nel Sestiere di Canareggio-Fondamena della Madonna dellOrto. Si arriva con la Linea 41,42, 51,52 con fermata a Madonna dellOrto. E un giardino racchiuso tra la Laguna nord e il seicentesco palazzo Rizzo Patarol oggi adibito a lussuoso Hotel.
GIARDINI REALI DI SAN MARCO
Nel cuore di Venezia, a S.Marco-Fondamenta Giardini ex-Reali. E a due passi dalle colonne di Todaro e Marco che presidiano la grande piazza e la citt. Da qui si gode di una delle pi suggestive vedute del Bacino di San Marco. Furono costruiti per volere di Napoleone Bonaparte per il palazzo reale. Affacciati sul molo, si trovano oggi due interessanti strutture architettoniche: verso la piazza, un piccolo padiglione attualmente occupato dalla Compagnia della Vela, sul lato opposto, verso Calle Vallaresso (Harrys Bar) la Coffee house di stile neoclassico.
I GIARDINI NAPOLEONICI DI CASTELLO
Si percorre la Riva degli Schiavoni costeggiando il Bacino di San Marco inoltrandosi per il Sestiere di Castello. Furono i primi giardini pubblici costruiti in Italia e voluti da Napoleone e a Veneia donati per ricordo della sua visita nel 1807. Furono disegnati dallarchitetto Selva, autore anche del nuovo Teatro La Fenice. Ad aprire il passaggio ai giardini un imponente cancellata chiamata dai veneziani ea cheba dei leoni (la gabbia dei leoni). Una svolta nella storia di questi giardini si ebbe nellultimo decennio dellOttocento quando si inizi ad ospitare La Biennale. Questi giardini furono voluti per collegare la casa reale con il quartiere popolare di Castello e si cre una via pedonale che prolungava Riva degli Schiavoni, la Via Eugenia, oggi conosciuta come Via Garibaldi. E la strada pi larga di Venezia.