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Sestiere di San MarcoGiuseppe Tassini
Guglielmo Pepe e Alessandro Poerio
Ippolito Caffi
Calle Larga de l’Ascension, 1242
QUESTA MIRABILE CASA TRECENTESCA
VENNE RIDONATA ALL’ANTICO SPENDORE PER ONORARE LA MEMORIA DI IPPOLITO CAFFI
PITTORE INSIGNE E PATRIOTA ARDENTE
ROMANAMENTE CADENDO A 57 ANNI
NELLA BATTAGLIA NAVALE DI LISSA
ESALTAVA CON LA MORTE
LA DEDIZIONE ALLA PATRIA E ALL’ARTE.
XX LUGLIO MDCCCLXVI
Nacque nel 1809 a Belluno e completò la propria formazione artistica a Venezia dal 1827 al 1829 frequentando l’Accademia di Belle Arti.
Dal 1832 al 1848 Caffi sviluppò una sua particolare visione del paesaggio, volta a rinnovare la tradizione vedutistica sorta con il Canaletto attraverso le nuove esperienze europee, assimilate nel corso del suo soggiorno romano (1832-1848).
Viaggiatore instancabile, si reca all’inizio degli anni Quaranta anche in Medio Oriente, da dove riporta una serie di impressioni grafiche e pittoriche, conservate in parte al Museo Correr di Venezia.
Nel 1848 si arruola nella Guardia Civica e partecipa alla difesa della città di Venezia contro gli austriaci. Muore nel 1866, imbarcatosi come inviato speciale a bordo della Re d’Italia, nel corso della battaglia di Lissa.
Protagonisti della rivoluzione veneziana 1848-49
Calle Laga del L’Ascension
Gruppo di nove lapidi dedicate ai protagonisti della rivoluzione veneziana del 1848-49, con i ritratti in bronzo dei personaggi ricordati.
Giovanni Battista Varè
LE ALTE DOTI DELLA MENTE E DEL CUORE
DEDICO’ TUTTE SEMPRE ALLA PATRIA.
Vice presidente dell’assemblea veneta e della camera italiana
Ministro guardasigilli del Regno
1817-1884
MDCCCLXXXVII
Francesco Avesani
SORRETTO DA VIRTU’ DI POPOLO
IN QUESTA REGGIA IMPOSE ALLO STRANIERO LA RESA
22 Marzo 1848
MDCCCLXXX
Giuseppe Sirtori
NELL’ASSEMBLEA DI VENEZIA VOTO’ LA RESISTENZA AD OGNI COSTO
A MALGHERA A BRANDOLO
TENNE IL VOTO
1848-1849
MDCCCLXXVI
Jacopo Castelli
FIN DA L’ALBA DE’ NUOVI TEMPI
VOLLE ITALIA UNA
CON LA DINASTIA DI SAVOJA
PROMOVENDO INSTAURANDO IN VENEZIA
IL GOVERNO DI RE CARLO ALBERTO
1791-1849
MDCCCXC
Isacco Pesaro Maurogonato
PATRIOTA INSIGNE
ECONOMISTA SAPIENTE
RESSE LA PUBBLICA FINANZA
QUANDO VENEZIA
SOLA
RESISTEVA A UN IMPERO
MDCCCXCIV
Attilio Emilio Bandiera, Domenico Moro
FIGLI DI VENEZIA
NELL’ALBA DELL’EPICA LOTTA
PER LA INDIPENDENZA DELLA PATRIA
LE AFFERMARONO L’INDOMITO AMORE
CON GLI EROICI ARDIMENTI
E NEL VALLONE DI ROVITO
CON IL SACRIFICIO DELLA GIOVINE VITA
AI FRATELLI D’OGNI PARTE D’ITALIA
AUSPICIO DI SECURO TRIONFO
MCMXVI
Zimbelli Giovanni, Scarsellini Angelo, Canal Bernardo
A MANTOVA IL 7 DIC.1852
TESTIMONIARONO CON LA VITA
IL RISORGERE DELLA PATRIA
VII XII MCMLII
Alessandro Poerio di Napoli
SOLDATO E POETA DELLA LIBERTA’
MORTO DI GLORIOSE FERITE
NELLA DIFESA DI VENEZIA DEL 1848-1849
MOSTRO’ PER ESEMPIO SUBLIME
COME CARITA’ DI PATRIA
NE RACCOLGA IN UN SOLO IDEALE
ISPIRI AD UN CONCORDE SACRIFICIO
I FIGLI MAGNANIMI
MCMXVI
Guglielmo Pepe, Cesare Rossarol, Enrico Cosenz, Carlo Mezzacapo, Girolamo Ulloa
UFFICIALI NAPOLETANI
OFFERSERO VITA E SANGUE A VENEZIA
PER CONVINCERE IL MONDO
ESSERVI TUTTA UNA ITALIA
INSOFFERENTE DI GIOGO STRANIERO
1848-1849
MCMXXV
Josef Ignacy Kraszewski
Calle Larga de l’Ascension
(Luna Hotel Baglioni)
JOSEF IGNACY KRASZEWSKI
SCRITTORE POLACCO
FERVIDO PATRIOTA
ALLA POLONIA DEDICO’ IMPONENTE
DI LETTERATO E DI STUDIOSO
ASSERTORE DELL’UNITA’ D’ITALIA
AMMIRATORE DI VENEZIA
QUI EBBE OSPITALITA’ NEL 1858
Nel 150° anniversario della nascita
L’Accademia Polacca delle Scienze
Il comune di Venezia.
Scrittore, poeta, drammaturgo, storico e patriota polacco, nasce nel 1812.
Ha al suo attivo più di seicento titoli, tra romanzi, opere di poesia e teatro, saggi, studi storici e sociologici.
Silvio Pellico
Calle Larga de l’Ascension
(Luna Hotel Baglioni)
QUI
SILVIO PELLICO
NEL SETTEMBRE MDCCCXX
IN LIETO SODALIZIO
ALLOGGIO’
SULLA VIA DEL MARTIRIO
IL XX FEBBRAIO MDCCCXXI
RIMPIANGEVA IL TEMPO FELICE
GLI AFFRANTI SPIRITI RISTORANDO
Silvio Pellico (Saluzzo 1789-Torino 1854)
compì i suoi studi a Lione, prima di stabilirsi stabilmente a Milano. Nel 1815 la rappresentazione della sua tragedia Francesca da Rimini ottenne uno straordinario successo. Fu arrestato nel ’29 per la sua attività di carbonaro e condannato a morte ma la pena gli fu commutata in quindici anni di carcere duro. Graziato nel 1830, pubblicò due anni dopo Le mie Prigioni che divenne un classico della risorgimentale.
“Nel settembre dell’anno precedente, un mese prima che mi arrestassero, io ero a Venezia, ed aveva un pranzo in numerosa e lietissima compagnia all’albergo della Luna…Un cameriere strabiliò vedendomi, ed accorgendosi (sebbene il gendarme e i due satelliti che facevano figura di servitori, fossero travestiti) ch’io era nelle mani della forza! Mi rallegrai di quest’incontro, persuaso che il cameriere parlerebbe del mio arrivo a più d’uno. Pranzammo indi fui condotto al palazzo del Doge, ove ora sono i tribunali. Passai sotto quei cari portici delle Procuratie, e, innanzi al caffè Florian, ove io avea goduto si belle sere nell’autunno trascorso…” (S.Pellico, Le mie prigioni).
Anselmo Feuerbach
Calle Larga de L’Ascension
(Luna Hotel Baglioni)
QUI
OSPITE DI QUESTA AUGUSTA CITTA’
MORI’ IL 4 GENNAIO 1880
UN GRANDE NEL REGNO DELL’ARTE
ANSELMO FEUERBACH
PITTORE
______________
HIER STARB AM 4 JANUAR 1880
EINSAM UND VERKANNT
EIN GROSSER IM REICHE DER KUNST
ANSELM FEUERBACH
Si reca a Venezia nel 1856, poi si trasferisce a Roma nel 1873. Negli anni romani la sua pittura è caratterizzata da composizioni di soggetto storico-mitologico. Morirà a Venezia nel 1880.
Pietro Orseolo II
Bacino Orseolo
(Hotel Cavalletto)
RIVERITO DAI CESARI D’ORIENTE E D’OCCIDENTE
FRANCO’ ED ESTESE I COMMERCI DE’ VENEZIANI;
PIRATI E GENTI SLAVE DEBELLO’, GUADAGNO’ LA DALMAZIA;
ROTTI I SARACENI RIDIEDE BARI A BISANZIO:
IL TEMPIO DI S.MARCO IL PALAGIO DUCALE ACCREBBE ED ORNO’;
TANTO E PIU’ FECE PER LA PATRIA INIZIATORE DI SUA GRANDEZZA
PIETRO ORSEOLO II
Suo padre fu Doge di Venezia il quale abdicò per ritirarsi in convento e per tale motivò non succedette direttamente al padre. Fu eletto, invero, nel 991, appena trentenne. Nel 996 condusse una fulminea azione navale contro i pirati slavi narentani, distruggendo le loro sedi costiere. Nel 1000 ripetè l’operazione assicurando a Venezia il dominio dell’Istria e della Dalmazia. E poiché la flotta veneziana era partita il giorno dell’Ascensione, l’avvenimento fu ricordato ogni anno con la Festa dell’Ascensione, culminante con la cerimonia dello Sposalizio del Mare.
Ma fu anche un abile diplomatico: nel 992 riuscì a stipulare con Bisanzio un trattato (La Bolla d’oro) che assicurava ai mercanti veneziani notevoli vantaggi. Morì nel 1009.
Sullo stesso edificio, su ci è posta la lapide citata nella pagina precedente, si può leggere:
DA PIETRO ORSEOLOII
CHE CON SENSO E FORTUNA RESSE LA REPUBBLICA VENETA
DALL’ANNO DCCCCLXXXXI AL MIX
IL COMUNE
DECRETO’ NOMINARSI QUESTO BACINO D’APPRODO
CHE LA SOCIETA’ PER L’AEREAZIONE FECE SCAVARE NEL
MDCCCLXIX
Antonio Canova
Facciata della Banca Nazionale del Lavoro
sul Rio Orseolo
QUI SORGEVA LA CASA DEI FRANCESCONI
DEGNA DI PERPETUO RICORDO
PER IL SOGGIORNO DI ANTONIO CANOVA
CHE IN ESSA MORIVA IL 13 OTTOBRE 1822.
Nasce nel 1757 e a Venezia frequenta l’Accademia del Nudo e la galleria di Palazzo Farsetti.
Johann Wolfgang Goethe
Ramo dei Fuseri/Ponte dei Fuseri
GOETHE WOHNTE HIER
28SEPT.-14OCT.
MDCCLXXXVI
“Sul libro del destino era pertanto scritto alla mia pagina che il 28 settembre 1786, alle cinque di sera, entrando nella laguna dal Brenta, avrei visto per la prima volta Venezia e subito dopo avrei toccato e visitato questa meravigliosa città insulare…Sono ben alloggiato alla “Regina d’Inghilterra”, non lontano da Piazza S.Marco, ed è questo il grande vantaggio della mia sistemazione; le mie finestre si affacciano su uno stretto canale, chiuso tra alte case; subito sotto di me c’è un ponte ad arco, e di fronte una stradina stretta e animata. Questa è la mia dimora e la manterrò per qualche tempo…finchè non mi sarò saziato dell’immagine di questa città. In questi giorni potrò davvero godere della solitudine che ho così spesso e così appassionatamente sospirata, perché in nessun luogo ci si sente più soli che nella confusione della folla, in cui ci si addentra, ignorati da tutti…”. (J.W.Goethe, Viaggio in Italia)
Wolfgang Amadeus Mozart
Ponte dei Barcaioli o del Cuoridoro, 1830
IN QUESTA CASA OSPITE DI AMICI IL QUINDICENNE W.A.MOZART
SOGGIORNO’ FESTEVOLMENTE DURANTE IL CARNEVALE 1771
LA CITTA’ DI VIVALDI E DI GOLDONI VUOLE QUI RICORDATO
IL FANCIULLO SALISBURGHESE
NEL QUALE LA GRAZIA DEL GENIO MUSICALE E IL GARBO SETTECENTESCO
SI FUSERO IN UNA PURISSIMA POESIA
Giuse a Venezia il mattino dell’11 febbraio 1771, durante il Carnevale.
Paulo Fambri
Ponte dei Barcaioli o del Cuoridoro, 1830
PAULO FAMBRI VENEZIANO
IN QUESTA CASA
DIMORO’ LUNGHI ANNI DELLA SUA VITA
CON VIGORE INFATICABILE
ESERCITANDO IL MULTIFORME INGEGNO
E L’ANIMO GENEROSISSIMO
NELLO STUDIO DELLE LETTERE E DELLE SCIENZE
ONDE EBBE GLORIA
E NEL CULTO DELL’ITALIA A CUI NOBILMENTE GIOVO’
CITTADINO SCRITTORE E SOLDATO
Fu giornalista, politico e drammaturgo. Partecipò alla rivoluzione del 1848.
Nel 1872 fondò la Scuola Merletti di Burano. Fu presidente per molti anni dell’Ateneo Veneto e, nel 1887, della Grande Esposizione Nazionale d’arte ai Giardini, che preparò la futura Biennale.
Lorenzo Giustinian
Calle del Frutariol, 1864
QUI
DOVE SORGEVANO LE CASE DEI GIUSTINIAN
LORENZO
PRIMO PATRIARCA DI VENEZIA E SANTO
NACQUE NEL 1381
Giustinian fu nominato vescovo di Castello nel 1433. Fu il primo patriarca di Venezia.
Scrisse opere di contenuto mistico e religioso. Una cronaca del 1437 narra che, in seguito alle spese sostenute da Venezia nella guerra col Duca di Milano, fu proprio Giustinian che proibì alle donne veneziane ogni tipo di lusso, dietro pena di scomunica.
Le veneziane si ribellarono a questi divieti e mandarono un messo da Giustinian, per ottenere la revoca.
Gioachino Rossini
Corte del teatro San Mosè, 2244
DAL TEATRO DI S.MOISE’
CHE QUI SORGEVA
LA SERA DEL III NOVEMBRE MDCCCX
IL GENIO DI GIOACHINO ROSSINI
DICIOTTENNE
CON LA-CAMBIALE DI MATRIMONIO-
PRIMA SUA OPERA
MOSSE FELICEMENTE IL VOLO
VERSO GLORIA IMMORTALE
Esordì a Venezia nel 1810 con La cambiale di matrimonio.
Louis-Jean e Auguste Lumière
Corte del Teatro San Moisè, 2243
QUI SORGEVA IL TEATRO MINERVA (GIA’ SAN MOISE’)
DOVE LA SERA DEL 9 LUGLIO 1896
EBBE LUOGO LA PRIMA PROIEZIONE PUBBLICA VENEZIANA
DEL CINEMATOGRAFO DEI FRATELLI LUMIERE
Il 9 Luglio 1896 La Gazzetta di Venezia scriveva:”I fratelli Lumière, proprietari del Cinematografo, hanno portato A Venezia il loro apparato e daranno dal giorno 11 spettacolo in Teatro Minerva a San Moisè. Stasera ci sarà un primo spettacolo ad inviti.”.
A proiezione avvenuta, il giornale scrisse:”Immaginate di assistere ad una scena qualunque…ed immaginate di vederla riprodotta per proiezione su di una tela coi movimenti, colle ombre, con gli atteggiamenti che le sono propri, ecco il Cinematografo dei Lumière. Se non mancasse il suono, l’illusione sarebbe completa”. Il 22 agosto ci fu la proiezione di filmati girati a Venezia: I piccioni di S.Marco, l’Approdo di una gondola ai SS.Giovanni e Paolo e I vaporetti a RIalto.
Nei programmi successivi la macchina da presa verrà posta su un vaporetto che scivola sull’acqua permettendo una ripresa panoramica, per la prima volta nella storia del cinema, dato che non si ha otizia di altre precedenti riprese in movimento.
Alessandro Manzoni
Campo San Maurizio, 2760
IN QUEST CASA
ABITO’
ALESSANDRO MANZONI
NEGLI ANNI 1803-1804
Durante l’adolescenza, lasciato il collegio dove viveva a causa del disaccordo fra genitori, Manzoni visse un breve periodo a Venezia, ospite di un cugino.
Giorgio Baffo
Campo San Maurizio, 2760
QUI VISSE GIORGIO BAFFO
1694-1768
POETA DELL’AMORE, CHE HA CANTATO CON LA MASSIMA LIBERTA’
E CON GRANDIOSITA’ DI LINGUAGGIO.
Guillaume Apollinaire 1910
Membro della Quarantia (la Corte Suprema di Giustizia di Venezia) fu anche autore di componimenti poetici in dialetto veneziano che stigmatizzavano a corruzione della città e, soprattutto, del clero. Della sua opera, declamata in tutti i caffè veneziani, si interessarono sia Stendhall e Apollinaire.
Felice Cavallotti
Campo Santo Stefano, 2806 B
FELICE CAVALLOTTI
SOLDATO LEGISLATORE POETA
IN TEMPI SERVI
DIEDE LA SPADA ALLA LIBERTA’
IN GIORNI TRISTI
CREBBE ELOQUENZA ALLA GIUSTIZIA
IN ORE TRANQUILLE
LEGO’ ALL’ARTE FANTASIE LEGGIADRE
DA MISERE CAGIONI
A MAGGIORI PROMESSE RAPITO
TRA MEMORI AFFETTI RIVIVE
Ebbe un’esistenza scandita dalle attività più disparate sullo sfondo dell’Italia garibaldina. Fu politico (e portavoce di Garibaldi in Parlamento) giornalista, drammaturgo, poeta, linguista, imperterrito spadaccino. Morì nel 1898 in un duello col deputato Macola, direttore della Gazzetta di Venezia.
Gerolamo Emiliani
Ponte Vitturi
A GEROLAMO EMILIANI
SANTO PATRIZIO VENETO
PRODE GUERRIERO E APOSTOLO DI CARITA’
CREATORE DEGLI ORFANOTROFI
FONDATORE DI SPEDALI
QUI NATO NEL 1481
IL POPOLO VENEZIANO NEL IV CENTENARIO
SOLENNEMENTE CELEBRATO
Q.L.M.P.
1881
Le opere di carità di quest’uomo convinsero facoltosi gentiluomini e sacerdoti a unirsi a lui, formando, sotto la sua direzione, un sodalizio religioso che fu elevato a ordine nel 1567 col nome di Congregazione dei Somaschi.
Bruno Saetti
Campo San Vidal, 2863
QUI LAVORO’
BRUNO SAETTI
PITTORE DEL SOLE E DELLA SPERANZA
GIACOMO CASANOVA
Calle Malipiero/Salizada Malipiero
Figlio di attori, condusse una vita all’insegna del libertinaggio e dell’avventura. Provò la carriera militare e la carriera ecclesiastica ma non rientra nei suoi progetti. Dal 1745, Vivendo di espedienti, viaggia l’Europa e gode della stima di sovrani e artisti, filosofi e scienziati. Nel 1775 ritorna a Venezia ed è arrestato per le accuse di libertinaggio e ateismo. Rinchiuso nella cella dei Piombi, riesce a fuggire (Storia della mia fuga). Scriverà anche (in francese) La storia della mia vita, conosciuta con il titolo Memoires, vivace affresco della società del settecento pre-rivoluzionaria, edonistica e libertina.
Ermanno Wolf Ferrari
Salizada Malipiero, 3198
TORNATO STANCO PELLEGRINO ALLA SUA VENEZIA
ISPIRATRICE DELLA SUA MUSICA
DA QUESTA CASA PASSO’ NELL’ETERNITA’
ERMANNO WOLF FERRARI
IL 12 GENNAIO 1948.
Mario Ghisalberti
Nacque a Venezia nel 1876. Studiò musica e pittura sia a Venezia sia a Monaco di Baviera. Fu direttore del conservatorio Benedetto Marcello di Venezia.
Il suo lavoro musicale più noto è I quattro Rusteghi, con libretto tratto dall’omonima commedia di Carlo Goldoni.
Nacque nel sestier di Dorsoduro, al n°3080 di Fondamenta del Squero su cui è apposta la seguente lapide:
QUI NACQUE IL 12-1-1876
ERMANNO WOLF FERRARI
CHE ALLA MUSICA DIEDE TUTTO SE STESSO
BUONO SAGGIO SERENO
COME IL SUO GOLDONI
COME LA GENTE VENEZIANA
DI CUI DIVENNE INDIMENTICABILE INTERPRETE.
Paolo Veronese
Salizada San Samuele, 3337
PAOLO VERONEE
PITTORE SOVRANO DI VENEZIA
TRIONFANTE MAESTRO IMMORTALE
PER MUTARE DI SECOLI DIMORO’
LUNGAMENTE IN QUESTA CASA
E VI MORI’ IL XIX APRILE MDLXXXVIII
Paolo Caliari, detto il Veronese. Inizia a decorare nel 1555 la chiesa di San Sebastiano che si concluderà quindici anni dopo. Celebre il Convito in casa Levi (Cena in casa Levi) esposta alle Gallerie dell’Accademia. Le decorazioni del soffitto della sala del Collegio in Palazzo Ducale, eseguite dopo l’incendio del 1576, sono da considerarsi fra i capolavori dell’artista.
Francesco Querini
Piscina San Samuele, 3432
FRANCESCO QUERINI MOSSE DI QUI
PER TENTARE LE INESPLORATE VIE DELL’ARTICO
MA NON TORNO’ COI VITTORIOSI
I GHIACCI DEL POLO CHIUSERO IN ETERNO SEGRETO
GIOVINEZZA ARDIMENTI E SPERANZE
QUASI A RICORDARCI
CHE NESSUNA IMPRESA UMANA E’ GLORIOSA
SE NON CRESCIUTA NEL SACRIFICIO E NEL DOLORE.
Partecipò nel luglio 1899, sulla nave Stella Polare, alla spedizione polare del Duca degli Abruzzi.
Domenico Cimarosa
Campo Sant’Angelo, 3584
QUI ABITO’ E MORI’ CIMAROSA
(Palazzo Duodo, in cui morì nel 1801, era all’epoca un albergo di nome Tre Stelle).
La sua prima opera, Giannina e Bernardone, venne rappresentata a Venezia nel 1781.
Mariano Fortuny y Madrazo
Campo San Beneto, 3957
IN QUESTO PALAZZO DEI PESARO
MARIANO FORTUNY Y MADRAZO
SPAGNOLO
VENEZI NO DI ELEZIONE
CON GENIO DI SCIENZA E DI PITTORE
INDAGO’ IL SEGRETO DELLA BELLEZZA
Fu pittore ma anche scenografo, costumista, disegnatore di tessuti, stilista, arredatore ed eccellente fotografo.
Scrive Proust nella Recherche:”…l’abito di Fortuny che quella sera indossava Alberatine mi pareva come l’ombra tentatrice di questa invisibile Venezia…”.
Daniele Mann
Tra il Ponte de la Cortesia e il Ponte di San Paternian
QUESTA CASA ABITAVA DANIELE MANIN
QUNDO IN PATRIA INIZIO’ LIBERTA’
PRENUNZIATRICE DELL’UNITA’ E GRANDEZZA ITALIANA
CHE MORENDO NON VIDE
ESULE MAGNANIMO E VENERATO
Avvocato veneziano, fu arrestato assieme a Niccolò Tommaseo nel 1848 per la sua resistenza contro gli austriaci. I veneziani insorsero il 17 marzo ottenendo la liberazione dei due patrioti. Il 22 marzo Manin guida la rivolta e occupa l’Arsenale mentre altri occupano Piazza San Marco, costringendo gli austriaci alla resa. Il 23 marzo viene proclamata la Repubblica, di cui Manin diventa presidente. L’anno successivo gli austriace occupano nuovamente Venezia e Manin è costretto all’esilio.
Aldo Pio, Paolo e Aldo Manuzio
Rio Terà San Paternian, 4218
ALDO PIO-PAOLO-ALDO II MANUZI
PRINCIPI DELL’ARTE DELLA STAMPA
NEL SESTODECIMO SECOLO COI CLASSICI LIBRI
DA QUESTO LUOGO DIFFUSERO
NUOVA LUCE DI CIVILE SAPIENZA
Aldo Pio Manuzio si trasferì a Venezia nel 1490 e aprì una tipografia. Dopo la stampa di opere in lingua latina e greca, pubblicò le prime edizioni dei classici italiani. Il capolavoro fu l’Hypnerotomachia Poliphili di Francesco Colonna, arricchito da xilografie attribuite al Mantegna.
Aldo Manuzio introdusse un’importantissima innovazione nella stampa dei libri: creò un nuovo carattere simile alla scrittura a mano, che fu detto aldino o italico, e ridusse il formato delle pagine, piegando i fogli in otto, in modo da ottenere sedici pagine per ogni foglio. I libri che ne risultarono furono detti in ottavo. La prima edizione fu il “Virgilio” del 1501. La Serenissima concesse a Manuzio un brevetto per il carattere italico, che fu poi rapidamente imitato.
Elena Lucrezia Cornaro Piscopia
Calle del Carbon, 4160
QUI NACQUE L’ANNO 1646
ELENA LUCREZIA CORNARO PISCOPIA
PRIMA DONNA LAUREATA NEL MONDO
IL 25-6-1678
Apparteneva a una delle più illustri famiglie veneziane.
I Cornaro avevano dato alla Serenissima quattro dogi, una regina (Caterina di Cipro) e nove cardinali.
La dinastia rischierà di estinguersi con Giovanni Battista , padre di Elena, avando egli sposato Zanetta Boni, una popolana. Le leggi della Repubblica però non consentivano che i figli nati da una plebea fossero iscritti nell’albo nobiliare. Ma nel 1664 la Serenissima, in gravi difficoltà finanziarie, permise l’ingresso nell’Albo d’oro dei nobili anche a chi non lo era, purchè versasse una consistente somma allo Stato. Battista, ricchissimo, pagò la somma richiesta e la dinastia fu salva.
Enrico Dandolo
Riva del Carbon, 4172
NE LARES PRAETEREAS VIATOR
DUCIS HENRICI DANDOLO STRENUI INVICTI
QUO PRIMO MODERANTE
VENETUM LATE GLORIA PERCREBUIT
(non ignorare, viandante, i lari del valoroso, invincibile comandante Enrico Dandolo sotto la cui guida per la prima volta ampiamente crebbe la gloria dei veneti).
Fu tra i primi artefici della potenza coloniale veneziana.